Intorno al 1200 a.C. ebbe termine una civilta' iniziata
mille anni prima, o forse ancora piu' antica, contemporanea delle grandi
civilta' del Medio Oriente: all' inizio un prodotto autoctono, il periodo
Minoico, con la predominanza economica e religiosa di Creta, e proseguita poi, con l' arrivo in Grecia di stirpi indoeuropee, da quella micenea.
Per secoli storici e poeti
hanno congetturato e fantasticato sugli uomini e gli avvenimenti di allora
(anche la guerra di Troia, forse solo un episodio di una lunga serie di attacchi alla citta', venne coinvolta nella "leggenda"). Questi avvenimenti marcheranno nel XII secolo avanti Cristo nel Mediterraneo la fine dell' Eta' del Bronzo.
Sicuramente le rovine imponenti
delle mura e delle citta' erano un motivo di ispirazione gia' in epoca
classica, anzi si puo' dire che, appena tre secoli dopo queste distruzioni
(quando presumibilmente vennero composte l'Iliade e l'Odissea), la reale
successione dei fatti era stata apparentemente dimenticata e quelle stesse rovine erano divenute,
nella opinione degli Elleni, frutto di lotte tra Dei o gelosie e rabbia
di eroi. E' su questa "distanza" tra la realta' poetica (che e' pur sempre
una realta', anche se nascosta) e la realta' archeologica, "scientifica",
che voglio fare qualche riflessione. (introduzione/continua..
), (Introduction, english
) |